Eventi,  Vini degustati

Taiwine, quando cibo taiwanese e vini italiani si incontrano

Ho una passione per il cibo, che si manifesta con curiosità verso tutti i cibi esistenti, cucine etniche incluse.

Se parliamo di cucina cinese, è facile pensare alle centinaia (solo a Milano) di ristoranti che sono nati negli ultimi trent’anni. Per la maggior parte con una nomea non proprio improntata alla cucina eccelsa.

Fortunatamente, esistono ottimi ristoranti cinesi, da quelli che offrono una cucina regionale specifica, a quelli che cercano di fondere piatti tradizionali cinesi con altre cucine.

Ma dato che sono prima di tutto sono un appassionato di vino, anche quando mi capita di andare in un buon ristorante cinese, tendo ad ordinare una…birra.
La lista dei vini infatti lascia solitamente molto a desiderare, anche quando vai al ristorante di una tua cara amica di origine taiwanese (il Taiwan di Milano).
E così parlando una sera di cibo e vino, ci siamo messi a parlare di quali vini si potessero inserire nella carta vini per esaltare il cibo e viceversa.

E così scatta l’idea di allargare l’esperimento ad un gruppo di amici ed appassionati abbastanza eterogenei, non tanto per cercare l’abbinamento perfetto, ma più per giocare con i sapori e vedere se nell’estrema varietà di vini italiani fosse possibile trovare qualche tipologia più adatta delle altre.

Scelto un menu di proposte di cucina classica:

  • Involtino vietnamita
  • Focaccia di cipollotti
  • Ravioli di gamberi
  • Ravioli di carne alla piastra
  • Tortino di rapa
  • Pollo in 3 tazze
  • Pancetta di maiale saltata
  • Rombo al sesamo
  • Gamberi alle mandorle

abbiamo provato ad abbinarci liberamente i seguenti vini:

  • Gamay 2009 le Clocher – Valle d’Aosta
  • Franciacorta Pas Dose il Mosnel – Lombardia
  • Ribolla Gialla 2009 Grillo – Friuli V.G.
  • Bianco 2011 Le Coste – Lazio
  • Cerasuolo d’Abruzzo 2011 Terre dei Beati – Abruzzo
  • Anima Ribelle 2010 Guido Marsella- Campania
  • Renosu Bianco Romangia Tenuta Dettori- Sardegna

E per dare al tutto una minima (ma propria minima) parvenza scientifica, ognuno poteva esprimere le proprie preferenze attraverso una scheda di gradimento.

I risultati quali sono stati?

Non lasciatevi ingannare dall’immagine sopra.
Prima di tutto è stata una bella esperienza degustare le ottime preparazione del Taiwan con vini abbastanza eterogenei quanto a stile e caratteristiche (metodo classico, bianco, rosso, rosato, non filtrato, stile ossidativo, eccetera).
Ma se proprio dobbiamo tirare qualche conclusione, possiamo vedere che il piatto più semplice da abbinare sono stati i ravioli di carne, mentre il più difficile la pancetta di maiale saltata (ma probabilmente anche perché i vini erano più bianchi che rossi).

Vedendo le preferenze ai vini si riesce quasi a stilare l’abbinamento tra portata e vino, dove   segnaliamo i due casi più netti: i Ravioli di gamberi con il Bianco Le Coste, ed il Tortino di rapa con il Renosu di Dettori.

Un ringraziamento in particolare a Gioia Lee ed a tutto lo staff del Taiwan!

8 commenti

  • Marilena

    Molto divertente Max, i miei complimenti per aver compreso che si fa cultura del vino anche sperimentando interpretazioni e abbinamenti con pietanze provenienti da culture culinarie diverse.

    In realtà, questo esperimento l’ho fatto anch’io e lo faccio tutte le volte che vado in Cina a proporre la degustazione dei miei vini. Ho trovato, ad esempio, che (a dispetto dell’approccio del consumatore cinese che da studi di mercato preferisce di gran lunga i bianchi ai rossi) i vini bianchi un po’ strutturati e non troppo acidi sono molto più semplici da abbinare alla cucina cinese, soprattutto quella del sud – diciamo da Shanghai a Shenzhen. Una volta superata questa immotivata resistenza verso la degustazione di vini bianchi, anche i miei commensali cinesi di solito apprezzano la combinazione.
    E noto con piacere che anche i vostri palati concordano con le mie impressioni.

  • Max Cochetti

    In una cena pre-test avevamo testato diversi vini. Quelli ricchi di tannino li avevamo esclusi, notando che alcuni macerati ed alcuni ossidati si legavano meglio.
    Per semplicità, possiamo dire che a cibi particolari, toccano vini particolari 😉

  • Simone e Zeta

    Oltre che essere in debito con te di una bella bevuta ti devo pure la mi personale scoperta sulla bontà dell’abbinamento tra cibo orientale e bianco macerato/ossidato 🙂

  • Max Cochetti

    Adesso ci tocca fare la stessa cosa per tutte le altre cucine etniche. In qualche anno riusciamo a trovare qualche abbinamento ottimo 😀

  • gianluca

    Complimenti per idea e serata Max. Una curiosità, aldila’ delle indicazioni sull’abbinamento, come e’ stata trovata in generale la ribolla di grillo. E’ un vino che trovo parecchio intrigante, ma mi rendo conto che non e’ semplicissimo. Si apre (al naso come al gusto) dopo 30 minuti almeno, va bevuta non fredda, se possibile addirittura scaraffata. Che dici? Grazie, ciao!

  • Max Cochetti

    In effetti, pur avendolo aperto a casa, nella prima mezzora è stato bello fermo, poi ha cominciato ad aprirsi.
    Quando ci hanno servito l’ultimo piatto, i gamberi con le mandorle(non previsti), è stato quello più apprezzato. Proprio perché con le mandorle si legava benissimo.

    Comunque i complimenti vanno fatti anche a te Gianluca, visto che nella tua enoteca (vinoir) e grazie ai tuoi suggerimenti abbiamo preso il Renosu, il Cerasuolo e la Ribolla 🙂

  • gianluca

    esatto. E’ incredibile, ogni volta allo stappo non esce, anzi promette male, scontro, chiuso, fermo come dici. Poi si apre, articola, allunga bene. Progressivo, come un pezzo di peter gabriel!

    i complimenti ai vignaioli Max! 🙂

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