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LiveWine Milano 2015. Come è andata?

LiveWine MilanoLa prima edizione di LiveWine è stata un successo, senza se e senza ma.

Non vuol dire che sia stata perfetta (qualche piccola magagna c’è), ma per essere la prima edizione e per quello che ha veicolato e significato per Milano è stato un vero e proprio successo.

Da anni si parla di vino naturale ed artigianale. A Milano ci sono stati in passato altri tentativi ( Semplicemente Uva nel 2010 ed ogni anno La Terra Trema al Leoncavallo), ma di sicuro non hanno coinvolto così.

COSA HA FUNZIONATO?
1. Il posto
Il Palazzo del ghiaccio è un bellissimo spazio. Arioso, luminoso, con spazi adeguati non solo ai banchi di assaggio, ma anche per la parte “alimentare”
2. I produttori presenti
Per numero e livello dei produttori un’ampissima scelta di qualità
3. Il calice ed il libricino delle cantine
Non il solito ISO e non il bicchierono enorme di altre occasioni
4. Gli eventi di LiveWine Night
Milano è stata invasa da eventi anche la sera. Il salone chiudeva alle 18, ma proseguiva fino a tardi notte nei ristoranti e nelle enoteche che hanno ospitato i produttori con serate a tema (verticali, abbinamenti) o solo per ritrovarsi e bere in compagnia di clienti e amici
5. Il prezzo
15 euro con il regalo il calice e la guida alle cantine ci è sembrato allettante
6. La comunicazione
Di LiveWine lo sapevano quasi tutti. Mica facile a Milano

COSA NON HA FUNZIONATO?
1. Parcheggio
C’era la possibilità di acquistare il vino dai produttori, ma senza venire in auto (ed i parcheggi in zona sono limitatissimi) era difficile portarlo a casa
2. Guardaroba
La domenica pomeriggio era costantemente pieno, quindi molto difficile lasciare giacche e borse
3. Temperatura nel salone
Verso fine giornata cominciava a fare caldo, forse dovuto anche al fatto che essendo limitato il guardaroba, molti giravano imbottiti
4. Vendita vino
In realtà i produttori che avevano disponibilità di bottiglie da vendere erano pochi (la maggior parte chiedeva di passare lunedì a fine manifestazione)
5. Il nome
Nome inglese per un evento sui vini artigianali italiani e francesi (più rari casi di cantine extra). Non sapete le volte che in enoteca abbiamo dovuto spiegare che tipo di evento fosse. L’impressione è che non fosse molto diverso da un classico banco d’assaggio con cantine scelte più per forma che contenuti.

In definitiva i punti negativi sono marginali e soprattutto migliorabili, quindi non vediamo l’ora arrivi la seconda edizione.

Qualche foto in più

 

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