10 domande a,  Avvinare,  Varie,  Vini degustati

Un grande Riesling della Mosella con un pizzico italiano

Il Riesling Renano (diverso dal Riesling Italico di cui una volta era pieno il vicino Oltrepo Pavese), è uno dei vitigni prediletti dagli amanti del vino (in accoppiata con il Pinot Nero ed il Nebbiolo).

Un’uva da cui si ottengono vini che sfidano il tempo. Mosella, Alsazia, Wachau sono nomi di zone di produzione del Riesling che fanno illuminare gli occhi agli appassionati.

Dr. Fisher Mosella - Vigneti
Photo by Hofstatter

A tanto amore degli appassionati, non corrisponde però un altrettanto valida presenza nelle carte delle enoteche milanesi, quasi che si abbia paura che sia un vino troppo da intenditori e meno da sbicchierare, quando invece, per le sue caratteristiche (freschezza in primis), potrebbe essere molto interessante.

Poca conoscenza?
Caratteristiche (il famoso idrocarburo o la nota agrumata evidente) troppo difficili da piacere a tutti?

Ne parliamo con Martin Foradori di Hofstätter, una delle migliori cantine altoatesine, ma che…non produce riesling.

Martin Foradori Hofstatter
Photo by Hofstatter

Quindi perché parlarne con Martin?
Perché è sempre stato appassionato di questo vitigno, tanto da diventare socio in una cantina in Mosella, la storica Weingut Dr.Fischer – Bocksteinhof.

Abbiamo assaggiato di Dr.Fisher il Riesling base 2014 e il Saarburger Alte reben (vecchie vigne) sempre 2014, trovandoli giovani, ma veramente piacevoli ed interessanti e così ci è venuta voglia di fare qualche domanda in più.

Dr. Fisher Mosella - Riesling Saarburger Ale Reben

1. Non ti chiediamo perché sei innamorato del Riesling perché soffriamo della stessa malattia.
Proprio per questo ci saremmo aspettati magari avresti trovato un ettaro in Alto Adige quasi perfetto per realizzare un grande riesling.
Proprio impossibile? O se anche avessi trovato la zona giusta ci sarebbero voluti troppi anni e con risultati dubbi?

Prima di rispondere a questa domanda, mi sembra doveroso definire cos’è un “grande Riesling“. Dal mio punto di vista un “grande Riesling” deve dare emozioni, deve corrompere con la sua acidità e deve corrompere con la sua mineralità.
Un “grande Riesling” nell’assaggio deve far venire la pelle d’oca: questo effetto l’ho avuto solo con Riesling d’oltralpe: nella Wachau, lungo il Reno, meno in Alsazia e sopratutto lungo la Mosella e i suoi affluenti.
Di vini bianchi buoni e buonissimi a base di Riesling ne ho sicuramente bevuti tanti anche di altre zone, Alto Adige compreso. Ma l’effetto “pelle d’oca” con questi vini non l’ho avuto.
In Alto Adige ci sono solo poche, se non rarissime, esposizioni dove il Riesling può dare forse risultati sufficienti: in Val Venosta e nei vigneti a sud ovest di Bressanone.

2. Qual’è, per la tua esperienza, la caratteristica della Mosella che invidi di più e che difficilmente ci sarà mai in AltoAdige?

Mai provato a bere un cocktail “Margarita” senza sale sul bordo del bicchiere?
Quello che manca in Alto Adige é l’effetto “cocktail Margarita“: il gioco tra l’acidità e il dolce di quello che sta nel bicchiere e il salato del bordo bicchiere che viene a contatto con il liquido quando si sorseggia. Queste tre componenti, tutte presenti in un Riesling della Mosella (acidità e residuo zuccherino corrispondono al “liquido” che sta nel bicchiere e il sale rispecchia la componente minerale), mancano nel Riesling altoatesino.

3. Lavorare in una zona come la Mosella e come ultimo arrivato, ed in più non della zona. Hai trovato apertura a nuove idee o la tradizione regna sovrana e ti sei dovuto adattare?

Paese che vai, usanze che trovi“.
Certamente non sono io a dover dare lezioni a colleghi della Mosella, tutt’altro. Io mi sono trasferito da primo Italiano lungo il fiume Saar per amore della varietà e per la consapevolezza che alcuni tra i migliori Riesling del mondo provengono da li. Sono grato di poter imparare qualcosa in fatto di Riesling dai miei colleghi del posto, che sono assoluti specialisti a livello mondiale con questa nobile varietà.

Dr. Fisher Mosella - Hofstatter

4. Escludendo Mosella, preferisci Alsazia, Austria o quali altre zone?

Sicuramente l’Austria nella Wachau e lungo il Reno in Germania nel Rheingau.

5. Il nome di almeno un riesling italiano che magari tra vent’anni potrebbe quasi sfidarne uno della Mosella.

La Mosella non si può sfidare. Troppo unici e non copiabili sono i terreni e il microclima.
Comunque vini che apprezzo molto sono di Castel Juval e Kuenhof, entrambi altoatesini.

6. Immagino che venderete i riesling di Dr.Fisher nella vostra enoteca in cantina in Alto Adige. Come proponete l’assaggio di un riesling “straniero” ai vostri clienti?

Naturalmente una bottiglia “straniera” nel mezzo dei nostri vini altoatesini suscita molto interesse da parte del visitatore e questo facilita molto l’approccio. Anche a livello nazionale stiamo constatando una discreta apertura verso vini stranieri, specialmente in vitigni che in tutto il mondo stanno facendo furore.
Vuole assaggiare un Riesling della sua patria prediletta? Le posso proporre un vino che viene prodotto dal primo Italiano che per amore in questa varietà e la consapevolezza che grandi Riesling a livello mondiale possono solo crescere lì, ha deciso di trasferirsi? Eccoci qua…

7. Ultima domanda. Qual’è il riesling più vecchio che hai assaggiato e che ti ha emozionato?

Un 1958 di Dr. Fischer: fresco, fruttato, minerale e anche se si trattava di una Spätlese, con l’invecchiamento al palato sembrava quasi secco.

Dr. Fisher Mosella - Vecchie annate
Photo by Hofstatter

Ringraziamo Martin Foradori di Hofstätter ed andiamo a berci un bel riesling renano!

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