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Piccoli territori crescono. Come le Terre Lariane

In Italia, abbondano le denominazioni. Alcune famosissime, altre meno, alcune inutili. Altre che nascono per salvaguardare un territorio e diventare strumento di promozione, anche se composte da pochi produttori.

E’ il caso delle Terre Lariane Igt, consorzio nato da non più di 5 anni e che oggi raccoglie una quindicina di produttori. La maggior parte concentrati nei dintorni di Montevecchia, poi presenti nell’alto lago di Como e nella zona a sud-ovest di Como.

Per molti è una novità sentir parlare di vini sul Lago di Como, ma in realtà la produzione del vino è una presenza storica di queste zone, in abbandono da più di cinquant’anni, ma che alcuni piccoli produttori stanno riportando alla ribalta.

Le varietà di un tempo (non adatte a vini di qualità) sono state sostituite da quelle varietà che si adattano meglio al territorio, in particolare il merlot nelle uve rosse. Nei bianchi, troviamo il verdese (uno dei pochi vitigni locali ancora utilizzati), chardonnay, sauvignon ed altre varietà.

Nel corso di una mattinata di degustazioni con alcune cantine, abbiamo assaggiato alcuni vini delle ultime annate.

Qualcuno un po’ acerbo e qualcuno un po’ soverchiato dal legno in affinamento, ma per la maggior parte vini vini e vibranti, con alcuni di ottimo livello.

In particolare, personalmente mi piace segnalare il Solesta 2014 ed il Vino del 2014 di La Costa.

Il Bornò 2014 di Tre Noci (azienda praticamente appena nata, ma le premesse non sono male).

Il Merlot 2015 di Rossi Simone.

Il piacevole e beverino Piancianel Bianco 2015 di Terrazze di Montevecchia, con un metodo classico 2013 a base viogner, leggermente abboccato, ma interessante.

Il Luciano 2015 di Sala Agricoltura, microproduzione, ma tanta passione.

Le Calderine 2015 di Cantine Angelinetta

ed il Castello di Rossino di Cardinal Federigo

Ed una menzione particolare anche a L’Eroe Bianco 2015 di Limonta Lorenzo, il bianco più interessante al naso, con una varietà e sfumature non comuni. In bocca non è a livello dell’olfatto, ma sarebbe da assaggiarlo con qualche mese in più sulle spalle.

Quindi se questa estate (ma anche prima) puntate al Lago di Como, pensate anche a fare un salto a trovare una delle cantine della zona. Non rimarrete delusi.

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