Comunicazione online

I costi per il sito di una cantina

Quanto mi costi?Torniamo dalle vacanze e questa volta parliamo di soldi. Ma quanto costa realizzare il sito web di una cantina vinicola?

Dipende. Qualcuno potrebbe dire zero, e qualcuno potrebbe dire duecentomila Euro.

Diciamo subito che zero o gratis è francamente impossibile. O meglio, l’esborso di cassa può essere anche pari a zero, ma l’esborso di tempo è comunque un costo.

In linea di massima potremmo dire che l’investimento nel proprio sito web è correlato al fatturato della cantina. Non sempre vero. Piccole cantine possono investire parecchio nella propria immagine e quindi anche nel proprio sito, così come grosse cantine spendono una miseria per la propria presenza online ( ed i risultati si vedono).

Per semplicità facciamo cinque ipotesi sulla capacità d’investimento:

  • vicino allo zero (da “zero” a 500 Euro)
  • molto bassa (da 500 a 5.000 Euro)
  • bassa (da 5.000 a 10.000 Euro)
  • media (da 10.000 a 30.000 Euro)
  • alta (da 30.000 euro in sù)

Ovvio che la scala è discutibile, ma ci serve come termine di paragone tra investimenti ed attività.

Prima di analizzare gli investimenti, chiediamoci cosa intendiamo per sito web. Ovviamente non una singola pagina con l’indirizzo dell’azienda e… basta.
Devono essere presenti almeno questi tre elementi:

  • presentazione azienda
  • schede vini
  • ubicazione e contatti

E ora vediamo con il mio investimento cosa posso ottenere.

Investimento vicino allo zero 
L’imprenditore vinicolo decide di far da sè, o farsi aiutare dal figlio o amico “smanettone” che al massimo accetta qualche bottiglia di vino (anche questo è comunque un costo).
Può per esempio sfruttare uno dei siti che offrono spazio web gratis oppure utilizzare una piattaforma di blog che mette a disposizioni ottimi strumenti di elaborazione dei contenuti (formattazioni testi, inserimento immagini, video, ecc.)
Esborso monetario: da “zero” a 500 Euro
Tempo investito dalla cantina:  almeno 2 giorni (si spera)
Efficacia: da 2 a 5 (se avrete mai la fortuna che qualcuno capiti sul vostro sito non farete una bella impressione con un dominio tipo nomeaziendavinicola.nomeaziendahosting.com , per non parlare dei contenuti risicati e di un layout grafico inesistente o simile ad altri 5000 siti).
Acquistare un dominio inclusivo di spazio web è il primo passo. I costi sono limitati (da 20/30 euro all’anno), ma implicano un minimo di praticità con FTP, html, eccetera.
Potreste cominciare a rivolgervi a qualche free-lance. Purtroppo  con 500 euro in nero, qualche ragazzino smanettone potrebbe esservi d’aiuto (ma scomparire anche il giorno dopo e con professionalità anche questa vicino allo zero).

Investimento molto basso (da 500 a 5.000 Euro)
Per alcuni viticoltori questa spesa comincia a non essere considerata molto bassa. Sicuramente ci stiamo rivolgendo ad un free-lance o una piccola agenzia (web-agency). Con questo investimento possiamo garantirci un buono spazio web, con un certo numero di email aziendali, un design originale e ben fatto, una certa professionalità nella creazione e gestione del sito.
Visto l’investimento, dovrete essere più attenti ai contenuti, selezionare alcune foto e pensare di passare più tempo a leggere le email o a far conoscere il sito ed i vostri prodotti. 
Con questo target di investimento potrete ottenere anche da parte del professionista a cui vi siete rivolti una piccola analisi degli accessi al sito e un’attenzione all’indicizzazione sui motori di ricerca.
Il sito potrà cominciare a far parte di una comunicazione coerente con i vostri prodotti.
Esborso monetario: da 500 a 5.000 Euro
Tempo investito dalla cantina:  almeno 10 giorni (creazione dei contenuti, condivisione con il professionista, verifica degli stessi, eccetera.)
Efficacia: da 5 a 7

Investimento basso (da 5.000 a 10.000 Euro)
Anche in questo caso ci stiamo rivolgendo ad un free-lance(molto bravo) o una piccola-media agenzia (web-agency). Con questo investimento possiamo garantirci un buon sito, coerente con la nostra immagine e magari con un’efficacia comunicativa di impatto, oltre ad una  versione bi o tri-lingue.
L’attenzione all’indicizzazione dei motori di ricerca, la ricerca dei feedback degli utenti, l’analisi degli accessi, sono la regola per il professionista a cui vi state rivolgendo. E’ possibile pensare anche a iniziative online, come concorsi, applicazioni, integrazione con i social network, hosting proprio di video, eccetera. 
L’investimento è da considerare basso, perchè questo è quello che serve per creare un buon sito iniziale. Per la gestione e la soddisfazione dei clienti nella gestione dello stesso, dovrete mantenere un altrettanto buon livello qualitativo (aggiornamento continuo, novità, eccetera) .
Esborso monetario: da 5.000 a 10.000 Euro
Tempo investito dalla cantina: dai 10 giorni ai 15 giorni (creazione, condivisione e verifica contenuti, verifica e adattamento coerenza comunicativa)
Efficacia: da 6 a 7

Investimento medio
Ci rivolgiamo ad una web-agency con esperienza, che ci aiuterà a costruire la nostra presenza online, analizzando la nostra stessa azienda, come si propone sul mercato, che valori possiede e quali mettere in luce per differenziarsi dai concorrenti. Più che di fornitori, stiamo parlando di partner, che verificheranno con voi il successo dell’iniziativa, pronti ad adottare misure alternative nel caso in cui gli obiettivi non fossero quelli sperati.
Le attività relative al sito vengono portate avanti da specialisti (art designer, product manager, sviluppatore, producer, account) che garantiscono un’alta professionalità.
Oltre alle versioni in più lingue, è possibile pensare al sito come un veicolo di vendita (e-commerce light) o per interfacciarsi con la rete vendita (collegamento ed integrazione con la rete di distribuzione). Creazione di una versione mobile. Le attività comunicative vedono il sito come destinatario finale, ma possono avvenire anche in altri contesti (blog, social network, forum).
Esborso monetario: (da 10.000 a 30.000 Euro)
Tempo investito dalla società: dai 15 giorni ai 20 giorni (vero che vi state rivolgendo a dei “partner”, ma il fulcro delle attività rimane la vostra azienda).
Efficacia: da 7 a 9

Investimento alto
Come sopra, ma probabilmente avete bisogno di creare una relazione funzionale completa con la vostra azienda. Un’e-commerce che parli direttamente con il vostro magazzino o un’applicazione rivolta agli agenti per la gestione degli ordini da remoto, oppure una redazione esterna che gestisca i contenuti, gli eventi e le novità.
Esborso monetario: (da 30.000 euro in su)
Tempo investito dalla società:  dai 20 giorni ai 30 giorni
Efficacia: da 7 a 10

Ovviamente abbiamo utilizzato delle forzature, giusto per dare un’idea, ma in definitiva con un investimento contenuto si hanno ritorni molto alti.
Chi lavora nel settore cosa ne pensa?

P.s.= ma l’indirizzo del sito sulle etichette dei vostri vini lo avete messo, vero?

14 commenti

  • max

    @Guida Vino
    prezzi alti? Dipende cosa vuol dire internet per la tua azienda.
    Se all’ingresso della tua cantina vuoi mettere un bel cancello in ferro battuto con le insegne aziendali, quanto pensi di spendere? 5.000? 10.000 Euro?

    Per il fatturato della cantina sarà più efficace il cancello in ferro o un sito web ben fatto?

    Un sito internet non è una vetrina, è molto di più, è l’anteprima dell’azienda, ed in alcuni casi è parte integrante della stessa.
    Se l’anteprima ti delude, difficile che vorrai scoprire il resto.

    Ciao,
    max

  • Sergio

    Complimenti, non so quanti avrebbero detto papale papale come stanno le cose…
    in soldoni la professionalità paga e va pagata.

    Trovo le ipotesi molto realistiche, aggiungerei solo 2 fattori: Luogo e Firma.
    Aree geografiche diverse esprimono costi della vita (e dunque prezzi) diversi per la stessa cosa.
    Poi se l’agenzia è particolarmente “famosa” e/o in gamba il prezzo può salire, anche per possibili appartenenze a importanti gruppi di comunicazione internazionali.

  • Bereilvino

    Personalmente ritengo che una cantina che realmente tiene alla propria immagine non dovrebbe assolutamente scendere con il proprio budget sotto i 5000-10000 euro. Tuttavia la realtà, ve lo dice uno che se ne intende, è davvero diversa. La quasi totalità delle cantine se sentono questa cifra scappano. Non vedono la spesa come un investimento. Spesso utilizzo delle metafore per far capire loro l’importanza di un bel sito. Ma niente non funzione. Inoltre, quasi tutti pensano… bene adesso ho un bel sito… e non lo aggiornano più. Spesso spiego loro che un sito dopo 4/5 anni al massimo dovrebbe essere completamente rinnovato… apriti cielo… cosa rinnovato? Mi è costato 10000 euro!!! E adesso con questa crisi le cose sono ancora peggiorate.

    ciao,

    Fabio

  • Filippo Ronco

    Tutto corretto Max, sono d’accordo con chi ha indicato l’incidenza della zona di produzione. Un sito fatto da professionisti in provincia costa meno di un sito fatto da professionisti di pari livello in centro a Milano o a Roma. C’è poco da fare.

    I miei riferimenti al momento possono essere più o meno questi:

    Gratuito o quasi: da 0 a 800 euro
    Per sito autoprodotto o creato sfruttando tecnologie preesistenti disponibili gratuitamente online

    Molto basso: da 800 a 3.000 euro
    Per sito d’immagine con essenziale dinamizzazione, senza e-commerce

    Basso: da 3.000 a 5.000 euro
    Per sito dal buon impatto grafico, in gran parte dinamico e con possibilità di piccolo e-commerce, 1 lingua aggiuntiva.

    Medio: da 5.000 a 15.000 euro
    Per sito molto curato graficamente, progettazione approfondita dal punto di vista seo, completamente dinamico, eventuali funzioni e-commerce avanzate b2b o b2c, 2-3 lingue aggiuntive, eventuale versione mobile. Assistenza di base compresa nel prezzo.

    Alto
    Da 15.000 a 30.000 euro
    Studio di un progetto totalmente personalizzato, elaborazione di schemi di gestione del contenuto specifici e personalizzati, maggiore integrazione operativa tra on e offline, assistenza di base da parte dell’agenzia e pre-progettazione strutturale per ottimizzazione seo (fattori on-site off-site). Assistenza più specifica e maggior coinvolgimento dell’agenzia.

    Molto alto
    Da 30.000 euro a 100.000 euro o più.
    Studio di un progetto evoluto, integrazione fattori on e off-site, distribuzione e interazione del progetto su più device, coinvolgimento diretto dell’agenzia nel progetto anche a livello gestionale.

    My two cents.

    Ciao, Fil.

  • gianpaolo

    Dovessi decidere cosa fare oggi, partendo da zero o quasi io farei…quello che ho fatto, ovvero farei un blog, magari collegato con qualche pagina statica dove e’ piu’ facile gestire alcuni contenuti rispetto al blog.
    La prima cosa sulla quale investire, e l’investimento e’ veramente piccolo, e’ il nome. Ho dovuto cambiare 3 volte il nome, prima di arrivare ad avere il blog con il mio nome. Questo perche’ partivo da una situazione gia’ esistente, ma su quello non farei errori: subito il nome della tua azienda.com o .it.
    Nella mia esperienza, con meno di 3000 euro si fa un sito come il mio (compreso il negozio online). Semmai poi e’ il tempo che ci si spende per fornirlo di contenuti giusti e aggiornati, che va preso in considerazione, ma anche qui non ci sono alternative, o lo fai o non lo fai.
    Ma se uno non ha budget, basta anche solo il blog, ma con il suo nome pero’. Quello si fa con poco o nulla, pero’ poi bisogna animarlo, non lasciarlo morto.

  • Lizzy

    Ottimo post, Max. Solo una cosa mi sembra sia stata omessa: l’assistenza all’azienda. Come Fermenti Digitali infatti ci muoviamo più nell’ottica di Gianpaolo – non facciamo siti web, insegniamo alle aziende a farselo! o meglio, a gestire la comunicazione sulla rete – e quindi, dopo aver impostato il sito-blog, dedichiamo al cliente dai 3 mesi all’anno di assistenza, con formazione in loco (3 mesi al max) e assistenza a distanza, 7 giorni su 7.
    Secondo te, quanto può valere una consulenza di questo genere??
    Beh, per quanto bassa sia la cifra, le aziende – piccole e grandi – la trovano sempre eccessiva. Perchè, al solito, non riescono a dare un “peso” economico all’immateriale…
    Potresti dire: calcolate in base alle ore di lavoro che dedicate al cliente. Peggio che peggio! se lo facessimo, verrebbero fuori dei cachet che ci permetterebbero di starcene in vacanza almeno 3 mesi l’anno…dunque???
    🙂

    L.

  • max

    Sono contento che il post abbia smosso un pò le acque 🙂

    Correttissimo quanto detto su Sergio su locazione e marchio di chi si interpella, così come l’intervento di Filippo che con cifre un pò diverse aiuta comunque a capire quali sono i livelli oggi esistenti.

    @Gianpaolo
    Se uno ha le conoscenze si può fare moltissimo quasi a costo zero, ma la conoscenza se uno non la ha, non se la può inventare(e purtroppo molti lo fanno con risultati scarsi) ed è giusto che si rivolga a chi lo fa per mestiere.

    @Lizzy
    Quanto ti capisco, ma l’unica possibilità è una sorta di “educational” nei confronti dei Clienti. Soprattutto analizzare i risultati e mostrare al Cliente come quelle attività immateriali hanno e possono avere effetti ben materiali.

    In generale, soprattutto in Italia, i servizi professionali vengono visti come non indispensabili e che costino poco.

    Ma se si intende acquistare il miglior vigneto o la consulenza di un bravo enologo, si è disposti ad investire. Stessa cosa andrebbe fatta per la propria presenza online, che non è nient’altro che un’appendice della stessa azienda.
    Soprattutto in un mercato frammentato e mondiale come quello del vino, internet è l’unico mezzo per farsi conoscere fuori dal proprio contesto locale, ma anche un ottimo modo per farsi conoscere localmente.
    Le aziende che lo capiscono ed investono con intelligenza i risultati li vedono.

  • Bereilvino

    @Gianpaolo vorrei fare i complimenti per l’impegno che mette su Internet, ormai è onnipresente con i suoi posts, e questo è davvero lodevole da parte sua. Posso dire che è uno dei pochi titolari di aziende vinicole che si da veramente da fare con Internet. In poche parole Giampaolo è un vero “tipo” web 2.0, cioè pubblica, commenta, risponde, in poche parole comunica a tu per tu con chi sta dall’altra parte della sua bella attività. Una piccola critica però la voglio fare, il tuo sito/blog è sicuramente uno dei più visitati d’Italia, e quindi questo è un bene per la tua azienda, ma dal punto di vista estetico il tuo sito lascia parecchio a desiderare. Un restyling te lo consiglio, farebbe solo bene all’immagine della tua azienda.

    saluti,

    Fabio

  • gianpaolo

    @Bereilvino. Grazie dell’opinione onesta, ci pensero’. Direi che questa versione mi e’ servita per mettere a fuoco quello che volevo e quello che mi serviva. Si potrebbe fare di piu’ e meglio, pero’ il punto fondamentale e’ che la semplicita’ di quel blog e sopratutto del sito in html che ci sta dietro, mi consente di apportare tutte le modifiche e le aggiunte che voglio, da solo. Questo e’ per me di fondamentale importanza perche’ se dovessi rivolgermi ad altri per aggiungere una pagina, una foto, una mappa, andrebbe a finire che non lo farei mai. Quando dico da solo, vuol dire che a parte il blog, che e’ gestito con WordPress, la parte del sito statico e’ gestita con una interfaccia WYSIWYG, molto basilare, a volte un po’ macchinosa, ma piuttosto robusta. Allo stato attuale quello e’ il miglior compromesso che ho potuto trovare. Esiste di meglio, dico di autogestibile?
    E comunque, non voglio fare lo snob, ma veramente credo che sia molto piu’ importante il contenuto, troppi siti belli ho visto, ma inutili. E il perche’ lo dicevo prima, se non li puoi aggiornare da solo, muoiono. Quindi, essenziale il blog, perche’ e’ la vera comunicazione, e poi tutte quelle cose che il visitatore, il cliente, l’operatore, l’appassionato, devono trovare: basta mettersi nei loro panni e chiedersi: se io fossi un cliente, cosa vorrei trovare? Mappe dei vigneti, schede tecniche, video, foto, immmagini, etichette, ecc.

  • max

    @gianpaolo
    Corretto, prima i contenuti, poi il resto 🙂 Purtroppo molti partono dal resto ma poi i contenuti latitano.
    Certo che se si riesce a coniugare creatività, usabilità e contenuti, il successo non sarà assicurato, ma ci andiamo vicino.

  • Bereilvino

    Mi dispiace contraddirvi ma i contenuti sono tanto importanti quanto il design (con ovviamente navigabilità, usabilità, etc.etc.) del sito web stesso. E per farvelo capire utilizzerò una metafora. Immaginate di trovarvi in vacanza, e di dover andare a mangiare al ristorante. Sulla stessa strada della rinomata località turistica ci sono decine di ristoranti, tutti sono pieni (o quasi pieni) tranne uno, completamente vuoto, e dall’esterno non sembra essere molto curato e ordinato. Dove andreste a mangiare voi? Sicuramente non in quello vuoto. Per i siti web delle cantine vale esattamente lo stesso discorso.

    @Gianpaolo. La soluzione ideale nel tuo caso è un CMS dedicato, e cioè costruito su misura per le tue esigenze. Una tale soluzione al dire il vero è l’ideale per ogni cantina, anche se molto più costosa. In questo modo potresti aggiornare tutti i contenuti che vuoi e soprattutto quando vuoi, oppure aggiungerne dei nuovi. WordPress è un eccellente CMS dedicato al mondo dei blog, ma non è la soluzione ideale per tutte le cantine.

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