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Il taccuino da degustazione

L’età avanza e la memoria non è certo il mio forte. Così ad ogni degustazione che si rispetti ho sempre cercato di portarmi dietro un taccuino dove trascrivere le note dei vini che più mi colpiscono. Non solo per ricordarmi dei vini, ma anche per il piacere a distanza di tempo di rileggere quelle pagine un po’ sgualcite (ed anche macchiate di vino).

Ovviamente a seconda del tipo di evento, corrisponde il taccuino adatto.  Se seduti e serviti, preferisco più che un taccuino un bel block notes in formato A5 o A6, ma se c’è da stare in piedi, girare tra stand e in mezzo alla folla, allora il classico taccuino è indispensabile.

Quasi sempre uso una Moleskine, ma ha lo svantaggio che le righe sono poco evidenti e nel marasma è più facile scrivere storto che dritto.

E così l’uscita di un nuovo taccuino dedicato alla degustazioni non può che attirarmi. In questo caso si tratta di un prodotto Quo vadis. Utile l’idea di avere una parte dell’agenda suddivisa per tipologia di vini (rossi, bianchi, spumanti, ecc.), ma importante anche quella libera, dove poter trascrivere note al volo o appunti misti.

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