Wine Bar - Enoteche al calice

Best Wine Stars 2026

Introduzione

Si è svolto a Milano il Best Wines Stars, evento di degustazione e masterclass giunto alla settima edizione. La sede del Palazzo del Ghiaccio si conferma tra le più congeniali per questo tipo di evento con spazio garantito e vicinanza ai mezzi pubblici.

La location

L’edizione di quest’anno ha visto oltre 200 aziende presenti con più di 1.200 etichette disponibili all’assaggio. Sono state molte le le regioni rappresentate e banchi dedicati per Francia e Slovenia.
Non solo i classici banchetti per la degustazione, ma anche approfondimenti e masterclass, oltre ad un’area dedicata agli spirits ed al cibo.

Comodo l’acquisto online dei biglietti, anche se era possibile comunque farlo in loco. Prezzi d’ingresso (15€ per sommelier e operatori del settore, 30€ per i privati) in linea con gli altri eventi del settore.

Una volta arrivati, l’organizzazione è rodata, con veloce recupero del calice e fornitura di una cartina, comoda per orientarsi tra le diverse aree.

Novità di quest’anno, l’area Bronze, collocata al secondo piano: uno spazio dedicato a piccole aziende emergenti e/o da territori meno rappresentati, come per esempio il Molise

Stranamente, essendo di domenica, il Palazzo del Ghiaccio non è molto affollato, complice anche la bella giornata. Sorge spontanea la domanda: ha senso organizzare eventi di questo tipo in una stagione in cui chi vive a Milano sfrutta ogni occasione per allontanarsi dalla città? Personalmente ho apprezzato la scarsa affluenza, ma dall’altra parte penso al possibile rovescio della medaglia: meno esposizione per i piccoli produttori verso i privati, con meno occasioni per raccontare la propria azienda e la propria proposta. A questo punto, ha senso per i produttori investire per partecipare a questi eventi che rischiano di avere bassa partecipazione dai privati, e non girare gli investimenti per ampliare la proposta di attività in cantina per ampliare la propria offerta? nei prossimi eventi proveremo a cercare risposta a questa domanda chiedendo direttamente ai produttori cosa ne pensano.

La recensione

Il Best Wine Stars è un è un evento che si differenzia per la presenza di cantine meno conosciute ma con proposte alcune molto interessanti ed altre meno. La cosa più interessante è il confronto con i produttori, tutti molto gentili e disponibili, merito anche dello spazio che permetteva di fermarsi a scambiare quattro chiacchiere senza infastidire gli altri degustatori.

Un altro aspetto da considerare quando ci si approccia a questi eventi è la possibilità di sperimentare: sia nell’ottica di non fermarsi alle solite regioni note (quali Toscana, Piemonte e Veneto) ma anche da zone meno conosciute (come l’Emilia Romagna e la Liguria), sia di non fermarsi alle solite tipologie di vino che siamo abituati a bere, potendo provare anche diverse alternative. Nel Best Wine Stars sono presenti tutte le tipologie, dalle bollicine metodo charmat, fino ai vini passiti.

Parlando di tipologie di vino, trovo corretto menzionare qualche azienda che con la sua proposta mi ha incuriosito. Iniziamo con la proposta di Villa Sorbo con un metodo classico da asprinio, consigliato dai produttori stessi per abbinarlo alla pizza. Dei vini bianchi, la cantina Arciera ha rappresentato un ottimo punto di ingresso per chi vuole avvicinarsi al Lugana. La Sicilia, molto presente tra i banchi, era rappresentata in maniera ottimale dall’azienda vitivinicola Liboria di Dio con le due bottiglie di Pinot nero – molto speziato – e Grillo, ed anche una piccola vaschetta di pistacchio di Bronte.

Concludo la sezione dedicata alla degustazione con i vini meno riusciti, con una breve riflessione personale. Ho avuto la possibilità di assaggiare alcuni vini di produttori che stanno provando ad uscire dagli standard, utilizzando dei vitigni meno comuni. Esempi sono il petit verdot in purezza e il garofanata, un vitigno autoctono delle Marche da poco riscoperto; i risultati, tuttavia, non sono stati convincenti. Ritengo, comunque, corretto elogiare quei produttori che stanno investendo per ampliare la proposta italiana e valorizzare i nostri vitigni locali. Bisogna dare loro il tempo di perfezionare la produzione e, in futuro, sicuramente verranno fuori proposte interessanti.

Conclusione

L’evento risulta una bella esperienza, sia per i privati che vogliono approfondire il mondo del vino e non solo oppure, semplicemente, passare un pomeriggio alternativo (non a caso erano presenti molti gruppetti di amiche/i che giravano per i banchi), sia agli addetti del settore, ognuno con il proprio obiettivo.

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