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Il territorio come comunicatore (parte 1): Champagne Bruno Paillard

Nel mondo del vino parliamo spesso di territorio o di “terroir” nell’accezione francese, per indicare quell’insieme di fattori (oltre alla terra) che influenzano la nascita e la vita di un vino.

Ma se devo presentare un vino in un posto lontano dai miei vigneti o cantina, come far rivivere la stessa esperienza? O perlomeno andarci vicino?

Scegliendo un posto che possa legarsi a quel vino, anche se a centinaia o migliaia di chilometri. E così Bruno Paillard, dell’omonima casa di Champagne ha deciso di presentare la nuova annata, la 2002, a Stresa sul Lago Maggiore.

Non che la zona dello Champagne sia conosciuta per avere sul suo territorio un grande lago come quello svizzero-piemontese-lombardo, ma l’atmosfera si adattavano perfettamente alla presentazione del millesimo 2002.

Una terrazza vista lago, una giornata (fortunatamente visto il periodo) quasi serena, la brezza del lago che rinfrescava e gli assaggi di Antonino Cavacciolo.

Difficile trovare miglior cornice per far conoscere questa nuova annata. Annata non facile, che personalmente ho trovato un po’ “chiusa”, quasi che non riuscisse ad esprimere l’intero potenziale del vino. La sboccatura delle bottiglie degustate è luglio 2011, quindi già con quasi un anno alle spalle, ma sarei curioso di riassagiarlo tra 6 mesi per capirne l’evoluzione.

Uno champagne comunque di spessore, adatto più per il pasto che per l’aperitivo.

 

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