
Cantine e redditività: la situazione online
Nuova analisi de “Il Mondo” sulla redditività delle cantine italiane. Avevamo già parlato nel 2006 di un’analisi simile, ma sul fatturato approfondendo come le stesse cantine fossero posizionate online.
Vediamo in tre anni cosa è cambiato.
Ai primi 5 posti abbiamo le seguenti cantine:
– Antinori
– Ca’ del Bosco
– Masi
– Santa Margherita
– Frescobaldi
Cà del Bosco e Santa Margherita sono già stati analizzati ultimamente.
Di Antinori meglio non parlarne, visto che il sito è rimasto quello di tre anni fa (tranne mini modifiche in testata e poco altro)…
Vediamo quindi il sito di Masi:
Anche lui con l’immancabile e controproducente intro flash (provate a cercare Amarone Costasera su un motore di ricerca) .
Piccolo, ma spiacevole errore nella vera e propria home page con il title della pagina che dice “Masi Agicola S.p.A.“.
La stessa home page e tutto il sito si presenta ordinato anche se un pò povero dal lato creativo, diciamo poco espressivo nel far comprendere una realtà complessa ed ampia come quella di Masi.
I contenuti sono il vero punto di forza. Le schede di tutti i vini sono aggiornate, ampie descrizioni aziendali, news recenti. Peccato che la intro in flash non permetta un’adeguata indicizzazione.
Passiamo a Frescobaldi:
Il sito è stato rinnovato nel corso dell’ultimo anno con ampio uso di tecnologia flash. Fortunatamente nessuna intro, ma un lungo caricamento prima di accedere al sito.
Dal punto di vista creativo, però il risultato è valido. Ampie foto di sfondo e trasparenze portano “dentro” l’azienda. E’ un sito rivolto ad un pubblico che dispone di buona/ottima connettività, visto anche che ad ogni nuova pagina, la parte superiore deve essere scaricata ogni volta (l’esperienza utente non è proprio il massimo visto che lì si trova il menù di navigazione principale).
Ottimi comunque i contenuti che utilizzano foto, cartine e grafici. Le news sono aggiornate e si è riuscito anche a garantire una buona indicizzazione dei contenuti (per es. cercando Nipozzano Riserva).
Da segnalare poi un pizzico di iniziativa di stampo “social”: il “contest” rivolto ai consumatori per descrivere sei vini di casa Antinori.
In conclusione nei primi 5 siti delle cantine a più alta redditività troviamo:
– 2 buoni siti (Santa Margherita e Frescobaldi)
– 1 sito che con un’attenzione maggiore potrebbe giovarne molto (Masi)
– 1 sito di cui è sospeso il giudizio visto che è “in attesa” da mesi (Cà del Bosco)
– 1 sito che probabilmente per la sua complessità ed ampiezza prima di essere rinnovato, presuppone un grosso lavoro di analisi e progettazione (Antinori)
In definitiva un pò poco per il settore vinicolo italiano.

6 commenti
fabio
Ottimo Max, concordo. Fino a che si ostinano a usare flash, siamo sempre lì: il mondo internet è cambiato e utilizzare flash e come camminare con una vecchia auto degli anni ’80 mezza scassata.
Max
@fabio
Flash è come la barrique, se usata bene può essere utile 🙂
baldo-vino
Beh… concordo pienamente con @Max, per il paragone di @Fabio direi che “è come girare con un pullman nelle viuzze di un centro medievale”
Scherzi a parte credi che per capire la redditività della viticoltura non sia sufficiente valutare i grandi nomi, i piccoli costituiscono una fetta importante
Max
@baldo-vino
difficile però che i piccoli rendano pubblici i bilanci e si possa analizzarne la redditività.
Magari fosse possibile, penso che le sorprese ci sarebbero.
baldo-vino
Certamente, non mi spiego come certi vignaioli abbiano le pezze ai pantaloni mentre altri girano in ferrari… 😉
Nia
Molto interessante Max!
Dai pareri da esperta che esprimi deduco che probabilmente lavori nel settore dell’informatica e del web design (?)
Secondo me fare un sito web di una azienda vinicola è un lavoro più compesso e delicato rispetto al solito…
Devi riuscire a trasmettere al visitatore la tua fiolosoia, il tuo modo di essere e di pensare, lo stile dei tuoi vini…
…non è un compito facile…anche perchè molti dei vignaioli puristi e alla vecchia maniera sono contrari a questo genere di promozione e comunicazione…a queste “diavolerie moderne”…
…poi ovviamente è anche una questione di costi…
..in ogni caso, è un argomento molto interessante quello dei siti vinicoli, lets go ahead..