Vini degustati

La “Barbera Revolution” con Coppo

Metti una sera a cena con: la Barbera d’Asti, la famiglia Coppo (alla quarta generazione nella produzione del vino nell’area intorno a Canelli, nell’astigiano), la cucina dello chef stellato Claudio Sadler ed il coinvolgente entusiasmo di Luca Gardini.
Tutti insieme, per presentare e festeggiare la Barbera Revolution.

Il tutto nasce dall’idea di Luca Gardini di dare una visione nuova della Barbera, in questi tempi probabilmente ancora legata ad una concezione del passato, con l’obiettivo di mostrare il “reale significato di questo vino” che negli anni si è evoluto ed oggi va considerato ed apprezzato per come realmente si manifesta.

Con quest’obiettivo nasce la Barbera Revolution, di cui simbolo è la famiglia Coppo, per cui la Barbera è vino di grande importanza, e che, secondo Luca Gardini, rappresenta “lo stile della Barbera”.

Convivialità, allegria, festa sono gli elementi essenziali di questa “Rivoluzione” nella percezione della Barbera, per gustare al meglio il vino, sentirlo ed apprezzarlo oggi, come accadeva in passato nelle feste contadine animate dalla gioia dello stare insieme. Con queste premesse, la cena di martedì 23 ottobre u.s. è stata un’occasione unica per gustare la Barbera Coppo, partendo dall’annata 1947, dalla spiccata acidità al gusto, pulita in bocca e con una lievissima astringenza, quasi impercettibile, un naso lievemente ossidato, ancora piacevolissima. Incredibile scoprire la capacità di questo vino di mantenersi negli anni, anche grazie alla cura nella conservazione (i tappi alle bottiglie sono stati cambiati periodicamente nel tempo).

Dalla Barbera 1947, con un salto di 63 anni, siamo passati alla Barbera d’Asti “Pomorosso” 2010, in anteprima perché sarà commercializzata nel 2013: al naso more di rovo, alloro, eucalipto, al gusto una buona acidità e mineralità, una freschezza che invoglia a berla. Giovane, pimpante, come un bimbo che corre al parco e ha la vita davanti.

A seguire, la Barbera d’Asti “Pomorosso” 2004: di colore rubino con riflessi melanzana, frutto al naso, in bocca l’acidità tipica che le permette di essere longeva e porta grande salivazione, una nota sapida, ancora il frutto (visciola, amarena, caco nel finale), una moderata astringenza. Vino di grande bevibilità.

Barbera d’Asti “Pomorosso” 1996: al naso un trionfo di nocciola secca, rabarbaro, cacao, lieve ricordo di benzina, di una complessità intrigante e piacevolissima, a mio parere; bocca pulita, grande acidità, tannino, pomodoro verde. E’ il vino che, durante la serata, mi ha lasciato più sorpresa, soprattutto per gli aromi al naso, davvero accattivanti.

In chiusura di serata, la Barbera d’Asti “Pomorosso” 1989: vino di grande equilibrio ed eleganza, con sentori di polpa gialla e menta secca al naso, in bocca buona acidità, astringenza moderata, piacevole bevibilità.

Con il dessert non poteva mancare il vitigno tipico del territorio dell’Azienda Coppo, il moscato bianco di Canelli, con il Moscato d’Asti Moncalvina 2011: al naso note di fiori e frutta, pesca e pera, al gusto la dolcezza propria di questo vino.

Ad accompagnare i vini, gli squisiti piatti di Claudio Sadler in un menù d’eccezione studiato per l’occasione.

Grazie alla Famiglia Coppo per l’esperienza unica di una degustazione così speciale, a Luca Gardini per le descrizioni dei vini, l’entusiasmo e la passione con cui comunica, a Claudio Sadler per l’attenzione e la cura nella preparazione dei piatti.

 

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