Comunicazione online,  Quintomiglio

Bistrot francese. Design italiano. E gli altri?

La Flute, attivissimo importatore di champagne, ma non solo, continua la sua voglia di comunicare e proporre le bollicine francesi.
Questa volta lo fa con l’apertura di un bistrot in pieno centro a Milano (Via Camperio, 15 a due passi da Caioroli) insieme a Artidoro.
Il locale proporra una buona selezione di champagne, di cui alcuni in mescita ed una cucina semplice e leggera ma abbinata agli champagne proposti.

Se poi aggiungiamo un tocco di design italiano al locale (curato da Lucchese Design) il risultato è abbastanza assicurato.
Rimane comunque un’idea coraggiosa, visto anche il periodo, ma un ottimo modo per proporre i propri vini in modo completo.

Pensando a realtà più vicine (e penso soprattutto a Franciacorta ed Oltrepo, giusto per rimanere nel mondo delle bollicine), la domanda viene facile.
E’ così difficile costituire iniziative simili? Proporre selezioni di formaggi e salumi delle valli bresciane o delle colline pavesi con un Franciacorta Saten o con un Pinot nero rosè Oltrepò?
Io penso di no.

4 commenti

  • Sergio

    Difficile non penso, ma la “grandezza” di queste realtà è spesso sostenuta da singoli produttori illuminati che hanno non solo un prodotto di qualità, ma anche la stoffa per comunicarlo.
    Anche con il loro incessante lavoro è stato valorizzato un territorio tanto vocato come la Franciacorta.
    Un esempio (amici e clienti) “il Mosnel”… http://www.quellicheilvino.it

  • Max

    @sergio
    sicuramente non è una cosa facile, ma non penso al singolo produttore che si mette ad aprire un locale(il suo lavoro è fare il vino prima di tutto), ma piuttosto una partnership con un locale (magari nuovo) che voglia differenziarsi dalla massa di locali.
    Inoltre la vedo più come una cosa organizzata da più produttori, in modo che il giro dei vini sia sempre interessante e con sempre nuove proposte.

    Se esistono gli “illy store” perchè non i “mosnel store” o i “franciacorta store” 🙂

  • Sergio

    Esistono cose del genere, “strutture cooperative” che propongono i loro vini, ambasciate il cui scopo è promuovere i soci ma anche il territorio.
    Ad esempio la Casa del Vino della Vallagarina ( http://www.casadelvino.info ), una grande realtà che offre all’ospite un’offerta ineguagliabile sul territorio e al socio una vetrina che si innesta nel tessuto culturale dell’intera provincia.
    Luca e Diletta, gestori del ristorante, possono offrire un’esperienza sensoriale (alla Maroni…) per dirla con le tue parole “interessante e con sempre nuove proposte”.
    Te la consiglio, vale davvero una visita anche se temporaneamente sono ospitati alla Cantina di Isera per ristrutturare parte di palazzo Probizer.

  • Max

    @Sergio
    L’esempio della Casa del Vino della Vallagarina è perfetto. Prima di tutto sul proprio territorio, ma poi anche nelle grandi città per far aumentare ancora di più la conoscenza dei vini e del territorio.

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