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Verticale di “Oreno”, Tenuta Sette Ponti

la degustazioneIl 21 Novembre, presso il ristorante Vun dell’hotel Park Hyatt a Milano, si è svolta, in anteprima mondiale, una degustazione verticale di “Oreno” Toscana IGT della Tenuta Sette Ponti che deve il suo nome all’omonima via sul fiume Arno, tra Firenze e Arezzo.

Presente all’evento anche il Dott. Antonio F. Moretti, titolare dell’Azienda e grande appassionato di vino.

Nell’area aretina, i vigneti della Tenuta si estendono per più di 50 ettari su terreni composti di argilla, sabbia, calcare, galestro; vi si coltivano il tradizionale Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot ed altri vitigni in misura minore.

“Oreno”, che deve il suo nome al torrente che scorre all’interno della Tenuta, è il vino di punta dell’Azienda. In origine era prodotto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese; dal 2008, a sostituire quest’ultimo, l’ingresso del Petit Verdot per conferire ancor più eleganza.

Sei le annate presentate alla degustazione, dal 2001 al 2010, in Magnum, tranne l’ultima.Tutte riflettono l’obiettivo dell’Azienda di valorizzare il territorio di produzione, l’identità dei vini ad esso legata, puntando a raggiungere la massima qualità possibile dai propri vigneti.

Il 2001 al naso presenta note di frutti rossi, vegetali, alloro. Al gusto ancora il frutto, una buona acidità e sapidità, la mineralità del terreno: ampio, avvolgente, con un tannino equilibrato che accompagna gentilmente.

Il 2003 rivela all’olfatto note quasi marine, vegetali di peperone verde, confettura brusca; in bocca un’acidità più spiccata del 2001 con un finale quasi citrino, avvolgente e persistente.

Il 2004 è elegante, soave. Al naso spicca una bell’armonia di frutti rossi e vegetali (eucalipto, menta); al gusto è morbido, torna il frutto che avvolge la bocca, un tannino equilibrato, buona acidità, sapidità e persistenza.

Il 2007 presenta note di alloro, rosmarino, amarena sotto spirito; giovane, con tannino ruvido, lascia la bocca elegante. Da gustare nel tempo.

Nel 2008 la nota salina e minerale del terreno si unisce alla lieve dolcezza data dal legno; al gusto è fresco, con finale mandorlato e amarognolo di tarassaco. Fine e longevo.

Il 2010 è stato presentato in anteprima mondiale. Un vino giovane, di grande personalità e potenziale. Si sente il frutto e tratti in evoluzione; in bocca è elegante, equilibrato, corposo con buona acidità.

Dalla verticale emergono una grande capacità di invecchiamento e le sempre presenti struttura, forza e buona acidità che permangono nel tempo.

La degustazione, condotta da Luca Gardini, è stata seguita da un ottimo pranzo al ristorante Vun, guidato da Andrea Aprea.

Il menù:

  • Astice Bretone, Patata, Cime di Rapa
  • Riso, Rapa Rossa, Blu di Bufala, Petto di Quaglia
  • Cotoletta di Vitello alla Milanese, Radicchio, Scalogno Fondente
  • Intensità di Limone
  • Gianduia e Lamponi

È stato proposto insieme a due vini dell’Azienda Feudo Maccari, di Noto (SR), anch’essa del Dott. Antonio F. Moretti: “Grillo” 2011 IGT (100% Grillo) e “Saia” 2010 IGT (100% Nero d’Avola). Il “Grillo”, dal naso floreale e fruttato con note di limone, pesca gialla, mandorla dolce, con la sua sapidità e acidità al palato accompagnava in armonia l’antipasto di Astice Bretone smorzandone con garbo la vellutata grassezza della crema di patata. Il “Saia” 2010, con aromi di frutta matura, cacao ed una buona freschezza al gusto, sosteneva la struttura corposa del riso e l’untuosità della cotoletta, entrambi piatti eseguiti con maestria.

Infine, il “Crognolo” 2010 IGT, Tenuta Sette Ponti, da uve Sangiovese in misura maggiore, Merlot e Cabernet Sauvignon: al naso, note di frutta matura e spezie; al gusto, un buon tannino, acidità e persistenza che ben reggevano la parte grassa e la gustosa abbondanza di sapori del primo e secondo piatto.

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Un bellissimo viaggio attraverso il calice. Grazie al Dott. Moretti e a Luca Gardini.

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